La valutazione  dell’aspetto economico è sicuramente il primo passo da compiere prima di scegliere quale piscina installare nella propria abitazione ed eventuali caratteristiche extra che si desiderano per la vasca. Di fatto, le piscine presentano strutture di altissima qualità, rivestite spesso in PVC, in cemento armato o altri sofisticati materiali, scelti in base alle specifiche esigenze e gusti del cliente. Qualunque vasca però, si caratterizza anche per alcuni specifici costi di manutenzione che prescindono da quelli d’acquisto. Questi possono variare, ma per essere sicuri di avere una piscina sempre funzionale e dalle massime prestazioni è necessario sostenere altre spese più o meno periodiche. Vediamo, quindi, quali sono i costi di manutenzione di una vasca e come valutare al meglio la spesa alla quale si va incontro subito dopo l’acquisto. 

Il costo dell’acqua per la piscina

Il primo fattore da prendere in considerazione in fase iniziale è il costo dell’acqua: di fatto, senza questa nessuna piscina può essere utilizzata. Come è facile intuire, avere una vasca ben funzionante implica l’utilizzo di una grande quantità d'acqua, ovviamente pulita, così da essere riempita. In tal caso, il costo stimato da sostenere è di circa 2.88 euro al metro quadro. Questo significa che per riempire una piscina dalle dimensioni di 10*5 metri e profondità di 1.8 metri sono necessari 90 metri cubi per un totale di circa 260 euro. 

Gli elementi coinvolti nel calcolo del preventivo per il costo dell’acqua sono molteplici e comprendono tutte quelle operazioni che devono essere svolte prima di riempire effettivamente la piscina. Si fa riferimento a tutti quei trattamenti necessari e di fondamentale importanza utili ad avere una qualità dell’acqua sempre elevata e conforme agli standard previsti per legge. La normativa vigente impone che l’acqua sia sempre pulita, trasparente e priva di batteri, così da evitare eventuali irritazioni o, nei casi più estremi, anche malattie ai bagnati. 

È necessario, dunque, che ci sia un corretto bilanciamento tra il pH, la TAC e il TH:

  • il pH deve garantire un’acqua neutra e quindi essere compreso tra 7 e 7.4, se superiore indica che la sostanza è basica, se inferiore significa, invece, che è acida;
  • il TAC fa riferimento alla concentrazione di carbonati disciolti nell’acqua e va controllato prima del pH;
  • il TH indica, invece, la durezza: se troppo alto, è possibile regolarlo facilmente con specifici prodotti.

È importante, inoltre, ricordare che in occasione del primo riempimento della vasca, spesso ad inizio stagione, tali costi si accompagnano ad ulteriori spese, inerenti alla pulizia e ad eventuali riparazioni della struttura stessa.

Costo pulizia piscina

A seguire, un'altra spesa che periodicamente ricorre è quella inerente alla pulizia ed igienizzazione della piscina stessa, operazione che va effettuata non solo durante la stagione di utilizzo, ma anche prima di procedere al riempimento e dopo lo svuotamento definitivo.

La pulizia più semplice da svolgere, e che va realizzata con regolarità, è quella che riguarda la superficie dell’acqua, che può essere eseguita personalmente senza ricorrere a professionisti. In tal caso, le attrezzature necessarie sono molto basiche: un retino e un’asta telescopica, che prevedono una spesa totale di circa 40 euro. Tale operazione, dunque, è estremamente utile per rimuovere lo sporco e i detriti, quali insetti o foglie che galleggiano sulla superficie. Se questi vengono lasciati nella vasca, infatti, si potrebbe correre il rischio di intasare il filtro e, di conseguenza, di sostenere costi di sostituzione dello stesso, che si riveleranno decisamente maggiori. Sono sufficienti venti minuti circa, da dedicare un paio di volte a settimana durante l’intera stagione di utilizzo.

Una seconda occasione di pulizia è quella che si presenta dopo lo svuotamento al termine del periodo d’uso: di fatto la piscina viene svuotata e ripulita, per evitare la formazione di sporco persistente e possibili funghi e alghe. Le parti che necessitano di una maggiore attenzione sono, quindi, la linea di galleggiamento, gli skimmer, e le pareti e il fondo. Anche in tal caso gli strumenti necessari sono di facile utilizzo: basta servirsi di una spazzola con manico telescopico che è possibile trovare sul mercato a partire da 10 euro.

Infine, quotidianamente, per preservare la qualità dell’acqua e il livello di pulizia di questa, è necessario effettuare l’aspirazione, attraverso apposite attrezzature come: 

  • un aspiratore manuale al costo di 5 euro circa; 
  • un pulitore idraulico che può costare dai 75 ai 300 euro, a seconda della qualità e funzionalità; 
  • un robot automatico da piscina che, invece, prevede un costo notevolmente maggiore.

Costo elettricità piscina

I costi di elettricità per la piscina rappresentano un'ulteriore categoria da valutare. Tali spese sono per la maggior parte generate dalla pompa di calore. La scelta dell’articolo per riscaldare la piscina e garantire sempre delle temperature piacevoli e conformi deve essere basata sull’analisi di una selezione di prodotti di alta qualità e soprattutto efficienti. Di fatto, sostenere un costo d’acquisto più elevato per un prodotto a basso consumo si rivela vantaggioso, perché consente di avere, nel futuro, costi di corrente elettrica e di esercizio non eccessivamente alti. 

Esistono, inoltre, altri due elementi che influiscono sul costo generale dell’energia elettrica: il filtro e il ricircolo dell’acqua. Si tratta di due impianti che necessitano di essere utilizzati con costanza, anche per 12 ore al giorno, durante la stagione di utilizzo. Ciò è utile al fine di garantire un livello dell’acqua sempre adeguato ed una pulizia costante della stessa. Questo è necessario, non solo per una pura questione di igiene ma anche per rispetto delle diverse normative.

I costi di apertura e chiusura della piscina

All'inizio e al termine della stagione di utilizzo è sempre consigliato chiudere e coprire la vasca, così da preservare la struttura e limitare i danni dovuti all'eccessivo uso. A tal proposito, è necessario sostenere un costo per la chiusura della piscina e, dunque, investire in una copertura isotermica. Si tratta di un sistema particolarmente diffuso e standardizzato che consente anche di andare incontro ad un risparmio energetico oltre che ad un sensibile calo dei costi di gestione: l’evaporazione si riduce e, così facendo, permette di mantenere il calore che l’acqua accumula all’interno della vasca stessa.

Di fatto, la piscina viene ricoperta con un telo, capace di generare numerosi vantaggi:

  • una riduzione dell’evaporazione dell’acqua e, dunque, un minor utilizzo del riscaldamento;
  • una diminuzione del consumo di additivi chimici;
  • un calo della quantità di acqua necessaria per ripristinare il livello ottimale della vasca, dal momento che con la copertura si eliminano i rabbocchi periodici;
  • un taglio dei costi e del tempo necessari per la pulizia, perché il telo consente anche di evitare l’ingresso dello sporco nella piscina.

Il costo medio da sostenere per instaurare una copertura invernale parte dai 5 euro al metro quadro e dipende non solo dalle caratteristiche della vasca in termini di dimensione, ma anche dalla tipologia di copertura che si sceglie di acquistare.

I costi dei prodotti chimici per piscina

Come accennato parlando dei costi dell’acqua, è fondamentale che quest’ultima rispetti determinati livelli di acidità e durezza. Esistono, per l’appunto, dei prodotti chimici per piscine che nascono proprio con l’obiettivo di garantire un livello dell’acqua sempre ottimale e sicuro. Principalmente, per il mantenimento del pH è necessario acquistare un regolatore di pH, attualmente disponibile sul mercato al costo di circa 30 euro per ogni confezione da cinque chili. Tale prodotto consente di avere un pH sempre basico e di conseguenza, accantonare possibili sbalzi chimici, come ad esempio il rendere l’acqua troppo acida e danneggiare il liner e gli accessori, ma anche la pelle dei bagnanti. Il regolatore non è altro che un kit, di facile utilizzo, capace di testare l’acqua e nello stesso tempo verificare che i valori rimangano sempre all’interno degli intervalli opportuni dando così la possibilità di intervenire con prodotti chimici.

Un’altra componente da monitorare è il cloro, infatti le contaminazioni organiche che si accumulano in piscina potrebbero interagire con questo e formare le clorammine. L’aggiunta di cloro, utile in tali situazioni, avviene attraverso un processo definito “trattamento shock”, che può essere eseguito una volta a settimana con costanza, o in alternativa nel momento del bisogno. In generale, il cloro è sempre necessario all’interno dell’acqua a prescindere dalle dimensioni della vasca e questo perché è fondamentale per neutralizzare i batteri. Si può scegliere, dunque, di optare per due prodotti:

  • cloro in pastiglie, comodo e pratico e con un costo che si aggira intorno ai 50 euro per 5 chili;
  • cloro liquido, che è necessario misurare e pesare di volta in volta e che prevede un costo minore di circa 35 euro per 12 chili.

In conclusione, quando si decide di acquistare una piscina è importantissimo sapere quali sono i costi di mantenimento a cui si va incontro e capire con quale frequenza vanno sostenuti. Di fatto, questi costi non sono fissi e universali, ma dipendono dalla grandezza della piscina e da alcuni fattori funzionali che variano a seconda del prodotto scelto. Proprio per questo, le piscine Unica Pool sono la soluzione perfetta: infatti, il design modulare consente di partire da una piscina di piccole dimensioni, per ridurre i costi, ed in seguito di allargare l’ambiente con funzionalità extra e con servizi aggiuntivi in base alle proprie esigenze, fino ad avere uno spazio dedicato al relax decisamente ampio.

Fonti: